Ansiosi, soli, performanti, depressi: esaurite le nostre energie cognitive, prosciugata l’empatia, silenziato il corpo.
La cura non è un lusso né una gentilezza: è una pratica di sopravvivenza emotiva e politica. È l’unica forma possibile di resistenza in un mondo che ci vuole veloci, efficienti, sempre connessi, sempre pronti a rispondere.
C’è una frase di Berardi che risuona fortissima in questo tempo:
“Non è la rivoluzione ciò che manca, ma il desiderio.”
La cura, è la pratica quotidiana per far riemergere quel desiderio.
Ansiosi, soli, performanti, depressi: esaurite le nostre energie cognitive, prosciugata l’empatia, silenziato il corpo. La cura non è un lusso né una gentilezza: è una pratica di sopravvivenza emotiva e politica. È l’unica forma possibile di resistenza in un mondo che ci vuole veloci, efficienti, sempre connessi, sempre pronti a rispondere.
C’è una frase di Berardi che risuona fortissima in questo tempo: “Non è la rivoluzione ciò che manca, ma il desiderio.”
La cura, è la pratica quotidiana per far riemergere quel desiderio.