Travolti da una valga di odio sui social, dagli insulti fino agli auguri di morte: “Avete partorito un mostro”: la procura indaga per istigazione al suicidio.
Tutti noi che frequentiamo certi social, in particolare Facebook, conosciamoci cosa sia la gogna mediatica, per averla provata direttamente su di noi, o sperimentata sui profili di altri. Valanghe di miserabili esseri umani si scatenano in insulti pesantissimi, proclami di odio, auguri di morte contro persone che neppure conoscono. In genere ad essere presi di mira sono soprattutto figure di spicco della sinistra (politici, storici, gente di spettacolo), nessun interesse a dialogare solo vagoni di m…a e livore.
Esseri che riversano così il loro malessere, le loro frustrazioni, la loro invidia, la realtà di una vita vuota di affetti e soddisfazioni.
Inutile segnalare i “leoni da tastiera” l’algido algoritmo di Meta non è interessato all’odio dilagante. Ma prova a pubblicare la foto di un agente federale USA che pistola in mano uccide Alex Pretti, a terra e disarmato, prova a pubblicare una vecchia copertina di “Il nostro angelo” con un gruppo di hippies tra cui delle ragazze a seno nudo, prova a pubblicare la foto di Repubblica con un gruppo di ragazzi impiccati a Teheran, prova a pubblicare i dossier dei crimini fascisti in Slovenia con le foto che li documentano.
Ebbene incorrerai in varie conseguenze, dalla più “mite” del post spostato in basso, alla peggiore, account sospeso per periodi più o meno lunghi. Il potere privato si fa legislatore, esecutore e giudice.
Come è accaduto a me.

