Ancora non si è arrivati a votare la “riforma della giustizia pro politici”, che già si discute di riforma elettorale.
Quella attuale, il Rosatellum è prevalentemente proporzionale (circa 61% dei seggi) con una quota maggioritaria (circa 37% dei seggi). Si vota con una scheda unica per candidato nel collegio uninominale e liste bloccate nel plurinominale, senza voto disgiunto. Le soglie di sbarramento sono del 3% per le liste e del 10% per le coalizioni.
Insomma un voto blindato perché a scegliere i candidati sono i partiti. Noi cittadini votiamo chi vuole il partito. Mani legate, scelte limitate al limite dell’incostituzionalità.
Una cosa simile hanno studiato per la riforma della Giustizia. Sorteggio, sembra un bene, peccato che sarà su una lista di magistrati concordata tra i partiti in Parlamento. Uno stratagemma per poter controllare i magistrati senza scriverlo. Votare NO è non solo un atto di etica e coscienza, ma ancora di più è un dovere per tutelare la separazione dei poteri dello Stato: legislativo, esecutivo, giudiziario.
Ritornando alla legge elettorale, cosa vorrei? Soprattutto la piena libertà di scegliere chi voglio delegare a rappresentarmi in Parlamento, voglio poter candidare persone oneste, competenti, affidabili.
E se i partiti non sono stati in grado di presentare persone con questo profilo, allora pretendiamo di farlo noi cittadini.

